domenica 12 giugno 2011

Cosa Nostra «investe» nei rifiuti L'isola in pole per reati ambientali


RAPPORTO ECOMAFIE 2011

Uno spiraglio arriva sul fronte degli illeciti legati 

all'edilizia: le mafie non puntano più sul cemento


PALERMO - «I servizi collegati alla gestione dei rifiuti ed alla loro movimentazione costituiscono un affare "interessante" per Cosa Nostra». A dirlo è Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia commentando i dati forniti dall'ultimo rapporto Ecomafie 2011. Di nuovo l'isola si conquista un triste primato che la vede al terzo posto per reati ambientali insieme a Campania e Calabria. Complessivemente le regioni meridionali raggiungono il 45 per cento di tutto il business nazionale legato a questi reati, un giro d'affari che l'associazione ambientalista stima di 20 miliardi di euro all'anno su un monte di 31 mila reati.
ECOMAFIE - «Questo rapporto», spiega Fontana, «ci dice per quanto riguarda la Sicilia, che Cosa Nostra si sta trasformando sempre più. Dopo i duri colpi inflitti da polizia e magistratura all'ala militare dell'organizzazione, si nota sempre più che si fa organizzazione finanziaria con gravi compromissioni dei cosiddetti colletti bianchi». «L'organizzazione non è interessata alla gestione di una discarica qui in Sicilia», continua il presidente di Legambiente, «ma più che altro mira a tutti quei servizi collegati. Basti pensare all'affare dei termovalorizzatori saltato dopo le inchieste della magistratura che avrebbe fatto muovere un giro d'affari di circa 7 miliardi».
TRAFFICI ILLECITI E CORSE CLANDESTINE - «Per questo», dice Fontana, «l'attenzione deve rimanere alta per sostenere quell'imprenditoria sana, danneggiata da questi meccanismi». Per la Sicilia uno spiraglio di luce arriva sul fronte degli illeciti legati all'abusivismo edilizio: «Non ci troviamo più di fronte, per fortuna, al ciclo delle opere inutili degli anni '90, quel meccanismo si è finalmente stoppato, il ciclo del cemento fa meno gola». Affari privilegiati rimangono il traffico illecito di beni archeologici e le corse clandestine: «Proprio sul fronte delle corse clandestine di cavalli», conclude Fontana, «in alcuni comuni dei Nebrodi Legambiente si è attivata per la realizzazione di strutture che possano accogliere gli animali sequestrati, senza di esse esiste il rischio che essi ritornino nelle mani dei loro stessi aguzzini. Questo è un esperimento che speriamo di poter realizzare anche in altre zone dell'isola».
Fonte Italpress
08 giugno 2011