venerdì 2 dicembre 2011

BARCELLONA P. G.: Riciclaggio rifiuti speciali, 8 indagati. Carcasse da demolizione e componenti di automezzi finivano in Senegal



Il sostituto procuratore Francesco Massara ha fatto notificare 8 avvisi di garanzia a conclusione di un’inchiesta per un traffico internazionale di rifiuti speciali pericolosi con il Senegal gestiti da una società di smaltimento e riciclaggio di Barcellona Pozzo di Gotto risultata in odor di mafia.
 Il traffico sarebbe avvenuto fin dal maggio del 2007, grazie a spedizioni clandestine munite da “documentazione regolare” che consentivano il trasporto dei materiali pericolosi fino in Senegal per essere smaltiti illegalmente. La scoperta è stata fatta a conclusione delle indagini avviate dai carabinieri del Noe, Nucleo operativo ecologico di Palermo, all’interno del deposito del centro specializzato in rottamazione di auto e riciclaggio di rifiuti speciali, di proprietà della ditta “Carmela Bellinvia”, situato nei pressi dei caselli dell’A20 di Barcellona e che dallo scorso 25 giugno è stato posto sotto sequestro ai fini della confisca definitiva dalla Dda nell’ambito dell’operazione antimafia “Gotha”. A ricevere l’avviso di garanzia a conclusione delle indagini sono stati: la legale rappresentante della ditta “Bellinvia”, Carmela Bellinvia 72 anni, il figlio di questa, Salvatore Bellinvia, 47 anni, attualmente rinchiuso in carcere per l’operazione antimafia Gotha e a seguito di pena definitiva inflitta in Mare nostrum; il direttore tecnico dell’azienda Paolo Salvo 41 anni, il responsabile tecnico Salvatore Angelo Bonaceto 57 anni, Domenico Ofria, 40 anni, altro figlio della titolare dell’azienda anch’esso in carcere per la pena definitiva subita nel processo Mare nostrum, tutti di Barcellona. E ancora: il senegalese Mamadou Fall, 43 anni, residente a Santo Stefano di Camastra, l’uomo chiave che “acquistava” i rifiuti speciali destinati al Senegal per essere smaltiti illegalmente. Tra gli indagati anche i titolari di due società di autotrasporti Guido Traina 68 anni, legale rappresentante della società “Logistica e servizi srl” di Palermo e Lorenzo Costa 42 anni, amministratore unico della “Trasporti srl” di Palermo, accusati di effettuare trasporti di rifiuti speciali pericolosi in assenza di necessarie autorizzazioni. Rifiuti che costituivano traffico illecito ai sensi dell’art. 259 del Decreto legislativo 152 del 2006. Sebra proprio che il Senegal sia la nuova frontiera per le imprese siciliane che si occupano degli affari legati allo smaltimento. Agli indagati si contesta di aver gestito veicoli fuori uso e rifiuti costituiti dai relativi componenti meccanici e in particolare reimpiegando motori di autoveicoli provenienti dalle campagne di rottamazione finanziate dalla Stato ancora intrisi di olio e grassi minerali e contenenti tra gli altri filtri, olio, cinghie manicotti e cavi elettrici. Rifiuti e motori meccanici dapprima trasportati a Palermo e subito dopo nei container diretti via mare fino in Africa con destinazione finale il Senegal. Tutto questo senza i necessari documenti autorizzativi. Il resto delle auto destinate al riciclaggio venivano compresse e triturate con macchinari e all’interno della carcasse sarebbero state nascoste altre scorie pericolose. Al mercato del Senegal erano destinati per il riutilizzo illegale i rifiuti pericolosi e in particolare componenti di veicoli fuori uso, quali sedili pneumatici, motori usati non bonificati, intrisi di olio, muniti di filtri e di tutti quei componenti che dovevano essere inviati a società specializzate per il riciclaggio in sicurezza. Il traffico gestito con la regia di personaggi condannati definitivamente per mafia è stato scoperto grazie al blitz dei carabinieri del Noe, effettuato il 25 luglio del 2007 nel deposito del centro specializzato della ditta “Carmela Bellinvia”, dove furono sequestrate 115 carcasse di auto che erano già state compresse e accartocciate dalle speciali presse meccaniche con all’interno rifiuti speciali. Gli inquirenti sospettavano già allora quanto confermato dalla conclusione delle indagini.
 LEONARDO ORLANDO - GDS


COMUNICATO STAMPA DI LEGAMBIENTE

TRAFFICO DI RIFIUTI TRA SICILIA E SENEGAL
 L’INCHIESTA DEL NOE E DELLA PROCURA DI BARCELLONA DIMOSTRA LA FORZA ORGANIZZATIVA 
E LA PERVASIVITA’ DELLE ECOMAFIE


L’operazione del Nucleo Operativo Ecologico e della Procura di Barcellona  ha portato alla luce un traffico internazionale di rifiuti  tra la Sicilia ed il Senegal che dimostra l’elevato grado di organizzazione e di pervasività delle cosche locali nella gestione delle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti.   
“E’ proprio la gestione dei rifiuti a costituire uno degli affari più lucrosi delle ecomafie – commenta Tiziano Granata, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Sicilia, affari che spaziano dallo smaltimento illegale fino al controllo delle discariche e degli appalti dei servizi.
“L’attività svolta dalle forze dell’ordine e dalla Magistratura, a cui rivolgiamo un convinto apprezzamento, sta svelando intrecci perversi che scaricano sull’ambiente e sui cittadini il costo dell’inefficienza di un settore, che in Sicilia,  come ha ricordato la Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti, in Sicilia non persegue obiettivi di efficienza ma è condizionato dagli interessi delle ecomafie.”